Dino da Costa

Dino


Dino da Costa (Rio de Janeiro, 1° agosto 1931) | Leggenda

Ha militato in molte squadre, a iniziare dal Botafogo, dove suoi compagni erano Garrincha e Vinicio. Ovunque ha lasciato straordinari ricordi di sé. Venne in Italia nel 1955 per indossare la maglia giallorossa, e segnò così tante reti nel derby da essere stato finora solo eguagliato da Francesco Totti. Trascorse una stagione nella Fiorentina, e vinse la Coppa delle Coppe. Nella stessa stagione, tornato a Roma, vinse anche la Coppa delle Fiere. Sollevò anche - con tre maglie diverse - per tre volte la Coppa Italia, impresa riuscita a pochissimi suoi colleghi. Giocò (da oriundo) una partita in azzurro, la 'tragica' partita di Belfast in cui l'Italia fu sconfitta, ma suo fu l'unico gol dei nostri. In sostanza: era forse qualcosa di più di un ottimo pedatore

Zinédine Zidane

Zizou


Zinédine Yazid Zidane (Marseille, 23 giugno 1972) | Pentavalida

"Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico" (Gennaro Gattuso)

Eliseo Mouriño

El Gallego


Eliseo Víctor Mouriño (Buenos Aires, 3 giugno 1927 - Longaví, 3 aprile 1961) | Leggenda
Wikipedia: it - es | Biografia (Boca) | Clarín (Martín Voogd, 10 feb. 2015) | El Gráfico (8 lug. 2016) | Futbalistas con historia (13 ago. 2011) | La muerte del Gallego

Giocò da giovane nel Banfield, divenendo oggetto del desiderio di molti club argentini, soprattutto del Boca. E il Boca riuscì a prenderlo nel 1953 (e fu un trasferimento epocale): ne diventò idolo indiscusso fino al 1960. "Patrón del mediocampo, una especie de Obdulio Varela pero de este lado del Río de la Plata, Eliseo Mouriño, el Gallego, fue uno de los grandes caudillos de la historia del fútbol argentino. Ordenaba, hablaba, empujaba. Y jugaba. Para los más jóvenes, un Mascherano de los años 40 y 50. Era un técnico con pantalones cortos y, caso atípico, fue ídolo en todos lados" (Martín Voogd). Con la maglia del Boca vinse la Primera División nel 1954; con la casacca dell'Albiceleste, due campionati del Sudamérica, nel 1955 e nel 1959. Poi, a fine carriera, si trasferì in Cile, accasandosi al Club de Deportes Green Cross di Santiago. Fece solo in tempo a debuttare, a Osorno: da qui, salì sull'aereo (un Douglas DC-3) diretto a Santiago, che andò a schiantarsi contro il monte Lástima, provincia di Linares. Era il 3 aprile 1961. 
A lui è intitolata una tribuna dell'Estadio Florencio Sola, arena del Club Atlético Banfield.
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Renzo De Vecchi

Il figlio di Dio


Renzo De Vecchi (Milano, 3 febbraio 1894 - 14 maggio 1967) | Leggenda


"Stratega della difesa, aveva un piede fatato. Tutti i palloni finivano sul suo sinistro implacabile. Col gran naso al vento fiutava il pericolo come il nostromo fiuta l'avvicinarsi del fortunale" (Ettore Berra)

"Nel tumultuoso serrate della squadra tedesca, tutta forza, rudezza, ira, lo stile e la voce di De Vecchi sovrastavano la mischia. Un grande atleta e un impareggiabile incitatore" (Bruno Roghi)

"Avevo diciannove anni e lui ne aveva trentuno: io ero il più giovane, lui il più vecchio. Mi guardò un freddamente, quasi con invidia: forse sentiva che il suo periodo stava per concludersi. Ma durante la partita mi fu prodigo di consigli, un vero 'capitano'. Per me allora De Vecchi rappresentava quanto di meglio si potesse vedere nel calcio, e così me lo sono sempre ricordato" (Fulvio Bernardini).